Siltation: quando sabbia e limo diventano una minaccia per i fiumi

Siltation: quando sabbia e limo diventano una minaccia per i fiumi

Sabbia, limo e argilla rappresentano una parte naturale del substrato che compone il fondo di fiumi e torrenti. Tali materiali rientrano in quello che più genericamente viene definito sedimento fine: ossia l’insieme di quelle particelle minerali aventi un diametro inferiore a 2 millimetri. In condizioni naturali, la presenza di tali frazioni minerali sul fondo dei corsi d’acqua è generalmente scarsa o circoscritta alle zone con minor velocità e turbolenza, quali sponde e pozze. Tuttavia, in presenza di alcune attività antropiche si può assistere ad un accumulo eccessivo e innaturale che può interessare tratti più o meno estesi del reticolo idrografico. In ecologia fluviale il termine siltation viene utilizzato proprio per indicare l’apporto e la deposizione di ingenti quantità di sedimento fine in fiumi e torrenti. Oggigiorno, questo fenomeno è riconosciuto come una delle principali cause di alterazione di natura idro-morfologica dei corsi d’acqua in tutto il mondo. Il sedimento fine può entrare nei fiumi sia direttamente, in seguito ad un’immissione puntuale, sia indirettamente, ad esempio tramite il ruscellamento superficiale delle aree limitrofe. Le attività estrattive, la deforestazione diffusa, la cementificazione del suolo, la costruzione di strade, oltre alla regolazione sempre più massiccia delle portate dei corsi d’acqua mediante captazioni e dighe sono tra le principali cause di siltation. Come si può notare dalle foto riportate (vedi photo gallery), nei tratti fluviali interessati da questo fenomeno si forma uno strato uniforme di sedimento fine che seppellisce il fondo naturale e riempe gli interstizi tra i ciottoli.  Inoltre, in tali circostanze le particelle più fini non si depositano ma vengono portate in sospensione nella colonna d’acqua, rendendo quest’ultima molto più torbida. Tali alterazioni dell’habitat provocano conseguenze marcate e dannose su tutta la componente vivente, con effetti sia diretti che indiretti. Per gli organismi animali come pesci e invertebrati acquatici, gli effetti più deleteri sono rappresentati dal seppellimento, dall’abrasione corporea, dall’occlusione di alcune parti anatomiche (ad esempio l’apparato boccale e le strutture respiratorie) e dalla perdita di siti di ancoraggio e rifugio. L’elevata torbidità dell’acqua invece può limitare fortemente la crescita di alghe e piante acquatiche, in quanto impedisce la penetrazione della luce riducendo la loro capacità fotosintetica. Ne consegue che tutto l’ecosistema fluviale subisce gli effetti negativi della siltation, i quali si traducono generalmente in perdita di biodiversità e funzionalità nei tratti fluviali soggetti a questo tipo di disturbo.

Per saperne di più:

Jones, J.I., Murphy, J.F., Collins, A.L., , Armitage, P.D., 2012 – The impact of fine sediment on macro-invertebrates – River Research and Application, 28: 1055-1071

Ryan, P. A., 1991 – Environmental effects of sediment on New Zealand streams: a review – New Zealand Journal of Marine and Freshwater Research, 25(2): 207-221

Wood, P.J. & Armitage, P.D., 1997 – Biological effects of fine sediment in the lotic environment – Environmental Management, 21 (2): 203-217